PERCHE' GESU'

Per rispondere a questa domanda, vorrei evitare di elencare le mie motivazioni personali, che pur hanno la loro importanza. Potrei dire senza paura di essere contraddetto, infatti, che ho ricevuto un miracolo, ma questa è solo una parte della medaglia, perché non è stato solamente un miracolo a indurmi a scegliere la vita cristiana, ma una serie di constatazioni a cui sono arrivato nel tempo. Quali, la realtà di un amore disinteressato veramente, l'esperienza della vera libertà, interiore ed esteriore.
Se volessi scrivere una frase nel tentativo di spiegare il mio perché sarebbe: "Gesù tutto di più" (tutto ciò che è vitale), come diceva una vecchia pubblicità. Infatti in Gesù ho trovato tutto quello di cui avevo bisogno e oltre, in quantità, varietà e qualità. Ma questo, dicevamo, è il mio perché.
Adesso il mio compito è cercare di spiegare perché tu dovresti scegliere Gesù.

Per fare questo vorrei parlare dei vari tipi di personalità in cui più o meno tutti possiamo identificarci. Non posso certo elencarli tutti, per cui ne affronterò solo alcune a largo raggio. Questo preliminare è necessario perché altrimenti sarebbe inutile parlare di fede, a chi nella fede non crede, infatti, anche davanti ad un miracolo evidente, lo classificherebbe intervento di altro tipo. Tutti noi noi giudichiamo i fatti della vita, siano essi naturali o soprannaturali, sulla base del nostro background e li interpretiamo con gli strumenti che possediamo, li analizziamo con i ricettori che abbiamo sempre utilizzato.

>> Il NATURALISTA valuta tutto attraverso i cinque sensi che la natura gli ha donato, secondo lui, esiste solo quello ciò che è naturale, che si vede, si sente, si tocca, si gusta e si annusa. E' attraverso tutto questo che, secondo lui, è possibile spiegare i perché della vita. Diciamo che il naturalista chiude le porte a tutto quello che volontariamente vuole incidere o cambiare il corso della natura, se una persona ha problemi, deve rimanere così, perché è madre natura che lo ha voluto così. Per cui, secondo il naturalista, non si può cambiare il corso della vita perché si è nati in un determinato modo e così si morirà. Il naturalista può anche credere in un dio, ma è un dio naturale, una specie di forza cosmica che è presente in tutto, oppure, una sorta di deità che per forza di cose agisce nella giurisdizione delle "cose comprensibili" altrimenti sarebbe impossibile da capire. Per il naturalista, la natura è capace di auto generarsi, regolarsi e difendersi. Il naturalista nega il vero Dio creatore al di sopra della creazione. Ma perché il naturalista dovrebbe scegliere Gesù?

I motivi sono diversi, il primo lo chiamerei "Motivo di onestà" infatti la natura geme e travaglia in attesa di essere liberata,(Romani 8:19-20) noi la vediamo soccombere davanti agli attacchi della speculazione e assistiamo alle sue ribellioni e ne paghiamo conseguenze amare. Se tutto questo è vero, allora deduciamo che la natura non è Dio. Che significa questo, che come molti naturalisti dicono: la natura non esiste di per sé, ma dipende da qualcos'altro. Perché le malattie, le debolezze, le miserie non sono selezioni naturali, ma segni evidenti del nostro bisogno di interventi miracolosi e misericordiosi. La natura non' è maligna ma certamente sottoposta alla vanità dell'uomo.

L'uomo, lasciato a sé stesso, constata continuamente le proprie debolezze, vanità e cattiverie e riconosce che da solo può fare ben poco, per sé e per gli altri.
La Bibbia ci chiama per natura figli di ira (Efesini 2:3), è proprio quella natura che agisce negli uomini che rende gli uomini distruttori di quello che li circonda.
Naturalista scegli Gesù, il Re legittimo, accettare qualsiasi altro al Suo posto significa aprirsi ad una invasione straniera.
"Motivo di superficialità" infatti il naturalista osserva e apprezza tutto quello che c'è di bello nella vita su questa terra (la gita fuori porta, la partita, il sole, i cavalli etc), ma proprio per questo suo interesse perde quello che c'è dietro, così mentre è estasiato da un fiore, rischia di fermarsi alla sua vista, senza comprenderne la radice. Così, il bello diventa cecità per l'essenziale.
Come la luce acceca il pipistrello, così il bello può fermarci verso una ricerca più profonda e distoglierci dal vedere la mano che l'ha formata. C. S. Lewis lo descrive così: per una volta Dio si è tolto il guanto della natura, toccando l'uomo con la Sua mano nuda attraverso la vita di Gesù. Io aggiungo che quella mano è stata forata con chiodi per la nostra salvezza. Scegliere Gesù per andare oltre il sipario, dove tutto ha inizio.

>> Adesso vorrei spiegare al RAGIONATORE "Perché Gesù". Il ragionatore utilizza i suoi strumenti per analizzare le cose che accadono, infatti, si dice: se non' è spiegabile attraverso la logica allora lo escludo dal possibile. Il ragionatore osserva le cose, e se queste si muovono dietro una regola o delle leggi allora bene, altrimenti non le considera. Il ragionatore è quello che dice che la vita si calcola e si programma e che "due più due fa quattro". Egli esclude che ci possano essere eventi o questioni che si regolano su altre basi. A noi che abbiamo scelto di chiamarci CristoDinamica non dispiace considerare come si evolvono le dinamiche, le loro leggi e le varie correlazioni, ma è proprio in quelle leggi che abbiamo trovato un limite: spiegano solo come accadono le cose. Il ragionamento può forse anche prevedere entro certi limiti come andranno a finire, ma oltre questo, non può andare. Per esempio, il ragionamento può spiegare i fatti, la vita, li analizza, ma non li origina. Inoltre, caro ragionatore, nella vita quante volte abbiamo visto che ci sono eccezioni alle regole e alle leggi delle quali la teoria non tiene sempre conto?

E, perché dovresti scegliere Gesù? Il primo motivo sei tu stesso caro ragionatore, sia che tu creda in un dio o nel susseguirsi degli eventi o in altro. Ma anche tu sai che noi non siamo il frutto del ragionamento dei nostri genitori, che dopo attenta valutazione sulla logica della nascite e sui pericoli della famiglia nel nostro tempo si sono convinti che era plausibile fare un figlio. No, quasi sempre, siamo frutto di un amore, di sentimenti che albergano nel cuore e che incidono in modo profondo sulle scelte della vita. Dovresti scegliere Gesù perché non sei un'assemblaggio di pezzi meccanici o un hardwear, messi insieme da un costruttore di macchine. Ma una creatura con un'anima e sentimenti, che reagisce con rabbia, indignazione, tristezza e gioia alle cose della vita. Scegli Gesù perché non sei solo una macchina.
Il secondo motivo sono quelle leggi o le logiche che piacciono tanto ai ragionatori. Se le leggi sono di per sé inalterabili, nessun intervento le può modificare, anzi non c'è bisogno di modificarle.

Invece ci sono fattori che pur non alterando le leggi, modificano i risultati. Voglio dire che secondo la legge chi sbaglia paga (o dovrebbe pagare in teoria), Dio, pur non trasgredendo a tale legge, ne ha modificato il risultato, perché invece di pagare il debitore, ha messo il conto sulle spalle di Gesù.
Come vedi la legge non è stata cambiata, ma il risultato sì perché è intervenuto Gesù.
In questo caso non si tratta di errore o ingiustizia ma di amore volontario, puro e impagabile amore. Scegli Gesù caro ragionatore perché Lui ti ama, ed è morto per te.

>> Ora passiamo ad un altro carattere, il RELIGIOSO, analizzando i suoi fattori di ricezione. Sembra quantomeno strano che un religioso debba scegliere Gesù, ho sempre pensato che un religioso creda e segua Gesù, ma nel tempo mi sono dovuto ricredere. Questo non solo per il fatto che di religioni ce ne sono tante, ma anche perché ad opporsi al cristianesimo biblico, non è l'irreligiosità, ma la religiosità dell'uomo. L'irreligiosità dell'uomo come brevemente esposto prima, può portare ad ignorare Gesù, a non credere in Gesù. Ma la religiosità si oppone al cristianesimo biblico, al Gesù biblico. Cercherò di spiegarmi meglio: la religiosità non si oppone alla bontà, alla bellezza, neanche a Dio, semplicemente perché lo concepisce come principio presente, ma per lo più inoperante, così finisce con pensare a Dio come una forza spirituale presente in tutto e in tutti, come un lago di spiritualità dove tutti noi ci ritroviamo. Parlare di Dio in questi termini mette tutti d'accordo. Questo Dio è complementare all'uomo, non è fondamentale, è accessorio è disponibile ad avere anche un posto piccolo, a rimanere in silenzio, ad osservare e qualora se ne richiedesse la necessità a intervenire solamente ed essenzialmente per il servizio per cui è stato chiamato per poi ritornare al posto consegnatoli dalla religiosità. Questo è il dio creato dalla religiosità dell'uomo, non l'Iddio creatore dell'uomo. Questo tipo di dio è la ciliegina sulla torta, ma non è la torta.

Mentre Gesù è l'Iddio vivente, che parla, agisce, guida, consiglia, ha degli scopi e sceglie. Questo Di , come Gesù ha dimostrato, ha un carattere, è una persona.
Per questo motivo caro religioso, scegli Gesù, non quello metafisico del misticismo che si manifesta in questa o in quella forma, in questo o in altro modo, ma il Gesù descritto, raccontato, testimoniato dalle scritture, dalla Bibbia. Quel Gesù ti aiuterà a smettere di cercare di piacere a dio e farà di te un figlio di Dio. Il Gesù della bibbia ti libera dalla ricerca del tuo santo, ma fa di te un santo. Il Gesù della bibbia ti trasporta dalla condizione di schiavo delle regole, alla condizione di uomo libero che vive nelle regole.

Altro motivo per cui scegliere Gesù, è il motivo di semplicità, anche qui tenterò di spiegarmi meglio. Ogni volta che ho intavolato una discussione con un religioso, ho notato che il religioso pensa che la complessità sia sinonimo di spiritualità e quindi di Dio. Altre volte ho notato che la stessa complessità viene chiamata profondità e quindi Dio. La religione si trova a disagio con la semplicità, essa taccia di semplicistico e credulone l'uomo che dice che Gesù è tutto quello di cui ha bisogno per essere salvato, concetto per altro confermato dalla Bibbia.
Il dio della religiosità è un dio complesso, imperscrutabile, nebuloso, molto lontano dalla semplicità delle parole di Gesù che dice "Chiunque viene a me ha la vita eterna", notate il presente continuo. Questa complessità è stata ideata per tenere gli uomini lontani da dio e renderlo accessibile a pochi eletti. Li sfianca nel caso volessero cercarlo. Mentre Gesù con la Sua semplicità lo ha reso comprensibile a tutti. Con Gesù, Dio è semplice. Scegli Gesù è più facile a farlo , che a dirlo.

(alcune citazioni tratte da: "Miracles , a preliminary study" di C.S. Lewis)



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